Perché è nata la Fondazione Pier Paolo Racchetti Onlus

      Il pomeriggio del 30 giugno 1994 ero solo a casa quando, alle 18.00 circa, ho ricevuto semplicemente la telefonata di un Direttore che mi comunicava che Pier Paolo era una delle vittime del disastro aereo, avvenuto a Tolosa, del nuovissimo Airbus A330.


       La mamma e la moglie, che era in attesa del figlio, furono da me informate dopo circa due ore al loro rientro a casa.
      La sera stessa mi recai a Milano per attendere il fratello di Pier Paolo, pilota anche lui che era in volo, per poterglielo comunicare direttamente dopo l' attcrraggio e riaccompagnarlo in famiglia.
      I cinque giorni seguenti li ho trascorsi da solo nello studio davanti al telefono poiché vi erano grosse difficoltà per la ricomposizione della salma..
      Il sesto giorno mi comunicarono che la bara era stata sigillata e che si poteva andarla a ritirare a Tolosa.
      La bara è nella tomba di famiglia nel cimitero di Anzio ed ancora intatti sono i sigilli della dogana francese.
      Il Consolato italiano di Tolosa è riuscito a produrre il certificato di morte solo dopo due mesi pur avendoli avuti dalle Autorità francesi il sesto giorno.


      Un vivo ringraziamento e dovuta riconoscenza ai funzionari dell'Ufficio Anagrafe del Comune di Roma per la sensibilità dimostrata e la collaborazione fornita che hanno permesso a Pier Francesco di avere in 3 giorni l'atto di nascita con il nome del padre utilizzando solo la documentazione francese poiché il Consolato italiano ancora non aveva trasmesso la pratica.
      Il 16 luglio 1994, nove giorni dopo la sepoltura, partivo in servizio come Comandante titolare del volo AZ 610 Roma - New York, in equipaggio minimo, su un Boeing 747 con oltre 400 passeggeri a bordo.
      Con il supporto delle Associazioni Piloti italiani e francesi mi sono subito attivato per poter partecipare direttamente o indirettamente alla Commissione tecnica d'inchiesta sull'incidente.
      La richiesta è stata presentata alle varie Autorità ed al Presidente Francese.
      Lo stesso Presidente francese Balladour nega l'inchiesta civile e la partecipazione dei piloti civili all'inchiesta tecnica condotta dai militari come prevede il Codice della Navigazione francese al Cap. V art. R 425-2.


      Nella sostanza Pier Paolo ed il collega Alberto, deceduti come piloti civili, da morti sono stati militarizzati dai francesi senza neppure avvertire le Autorità Italiane.
      E' stata, al proposito, presentata una interrogazione parlamentare che non ha mai avuto risposta.
      Sono stati interessati, in fasi successive, due Ministri degli Esteri italiani ma, dal Ministero, non ho mai ricevuto risposte concrete, solo scambio epistolare con il Console italiano a Tolosa che si limitava a dichiarare che seguiva personalmente l'evoluzione.
      A due settimane dall'incidente il Tribunale di Tolosa apriva un inchiesta giudiziaria contro ignoti per omicidio colposo plurimo che veniva affidata ad un giudice di nome Billaud che si è poi mostrato eccezionalmente efficiente e corretto.


     La Commissione di inchiesta militare a distanza di solo un mese dall'incidente produceva un pre-rapporto nel quale evidenziava la responsabilità colposa del Com.te Nick  Warner (capo pilota dei collaudatori Airbus) che, essendo intervenuto sui comandi di volo con un ritardo di due secondi, era stato la causa primaria dell'incidente.
      Il Com.te  Nick Warner era titolare del volo N 129 del 30.6.1994.
      Airbus mi invitava, insieme ad Alitalia e alle Associazioni Piloti Italiani, il 21 e 22 settembre 1994 per analizzare l'incidente.
      Veniva ascoltato il registratore delle voci in cabina di pilotaggio (CVR) ed effettuate prove sul simulatore di volo, prove cui mi sono rifiutato di partecipare.
     Airbus ci voleva dimostrare con il simulatore di volo che l'incidente era stato causato da un semplice errore umano ed ha fornito risposte non complete e non condivisibili.


     Il 22 settembre 1994, durante la riunione conclusiva, ho presentato la richiesta ufficiale di partecipare alla ripetizione del volo, nelle stesse condizioni del volo 129, non sul simulatore, bensì con un aereo vero A330. Richiesta che ho presentato anche al Tribunale di Tolosa. Airbus ha accolto la mia richiesta chiedendomi qualche settimana di tempo per organizzarlo.
     Nei sei mesi seguenti le numerose proposte fattemi contenevano variazioni importanti dei parametri di volo che nulla avevano in comune con la configurazione dell'aereo precipitato in decollo, per cui non ho mai accettato. Nella sostanza Airbus non ha mai accolto la mia richiesta.

     All'inizio del 1995 il Com.te William C. Roberson, capo pilota dei voli di collaudo della Boeing, mi offriva aiuto per valutare i parametri di telemetria diretta dell'incidente di Tolosa per cui gli fornivo copia delle registrazioni di volo e la documentazione tecnica. Ma dopo circa due mesi mi restituiva il tutto senza fornirmi la valutazione tecnica.


    Il percorso dell'inchiesta giudiziaria e poi il percorso processuale sono stati lunghi e travagliati e sicuramente hanno risentito del condizionamento ambientale dovuto al fatto che il Tribunale di competenza era quello di Tolosa dove ha sede l'Airbus.
  
Nel 1996 si è rischiato un non luogo a procedere e conseguente chiusura dell'inchiesta, senza rinvio a giudizio, poiché la Corte di Tolosa attendeva il raggiungimento del termine di prescrizione di 24 mesi senza prendere alcuna decisione.
    Fu allora che lo stesso giudice Billaud, incaricato dell'inchiesta, come gli consentiva il nuovo codice di procedura penale francese, a rinviare a giudizio:Airbus come figura morale, il Presidente ed il responsabile dei voli di collaudo.
    Airbus ha presentato ricorso fino alla Corte Suprema ma ciò non ha evitato il rinvio a giudizio per omicidio colposo causato da: " maldresse, imprudance, inattention, négligence ou manquement a une obbligation de sécurité ou de prudence impose par la loi ou le réglement".
     La Corte, che ha deliberato posteriormente alla legge del 10 luglio 2000 sui delitti volontari (promulgata probabilmente per il caso), il 10 maggio 2001 ha sospeso dall'azione giudiziaria del Tribunale di Tolosa gli imputati per l'incidente del volo 129 del 30 giugno 1994 riconoscendo solo responsabilità civili.
     L'atto di transazione con le parti civili, richiesto da Airbus, conclusosi prima, ha favorito la sentenza.(Vedi video Streaming)